Un ciclo di eventi e incontri che cadono sotto il nome della manifestazione “Bianco e Nero” non poteva che svolgersi in una città dalla bandiera bianca e nera. No, non parliamo di Siena, loro hanno il Palio e sono felici così. Facciamo invece un lungo salto nell’estremo nord-est italiano e sbarchiamo a Udine , in Friuli Venezia Giulia. L’evento si è svolto dall’ 1 al 6 settembre 2009 nelle piazze,nei teatri, nei cinema e nei locali della città; incontri, dibattiti, mostre fotografiche, proiezioni di film, cocktail party. Tutto all’insegna di un’unica tematica dalle mille e più sfaccettature. Perché il contrasto è ovunque, non solo nel bianco-nero che ci circonda, ma anche nei sentimenti, nella vita, nelle scelte, nelle opinioni.
Non poteva esserci una migliore ouverture: mercoledì sera 2 settembre, in una piazza piena di striscioni e palloni bianchi e neri (manco a dirlo) si è presentato niente meno che Lui, il guru della fotografia e comunicazione pubblicitaria: Oliviero Toscani. Una splendida presentazione per immagini dei suoi 45 anni di carriera ha riempito gli occhi e la mente della platea.
Protagonisti sono stati i lavori che l’hanno reso famoso tra gli anni ’60 e gli anni ’70 come fashion photographer, lavori di impegno sociale come quello delle foto ai volti dei superstiti della Strage di Sant’Anna di Stazzema (1944), le sue campagne sociali o le ormai famose (nonché spesso censurate) campagne pubblicitarie per il marchio Benetton.
Guardando i lavori di Oliviero Toscani sono molteplici i contrasti che si evidenziano: non intendiamo solo quelli estetici, visibili nelle sue foto (che poi, comunque, quante volte ci chiediamo :”Avrò saturato a sufficienza? Dovrò aumentare il contrasto? Se aumento l’esposizione sarà più chiaro il messaggio che volevo dare?”), ma intendiamo anche quelli interni, nascosti: è sempre possibile per un fotografo metter da parte la propria morale e immortalare con i suoi scatti ciò che farà guadagnare molti soldi ad un’azienda? Fino a che punto si può (o si deve) arrivare? Siamo disposti a fotografare oggi delle super modelle per una casa di moda famosa e domani le persone di un villaggio africano che muoiono di sete? Voi fin dove arrivate? Saremmo curiosi di saperlo.
Certo, la vita è fatta di contrasti, di bianco e nero, di diversità e necessità contingenti. E, forse, il bello della fotografia (e dell’arte in sé) è che possa essere allo stesso tempo soggettiva e universale, al servizio del mercato o dell’etica, bianca o nera.
Complimenti al Sig. Toscani e all’Agenzia Turismo FVG per questa interessante iniziativa.
Ce ne fossero più spesso di contrasti di questo tipo.

























![il tocco [-]](http://fourlights.it/wp-content/cache/4697941978_c34600ebef_s.jpg)


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