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Come usare ed interpretare al meglio i dati EXIF

  
Come usare ed interpretare al meglio i dati EXIF

Quante volte avete visto una fotografia e pensato: come avrà fatto a farla? Andare per intuizione non è facile e bisogna avere un bagaglio tecnico non indifferente. Nell’era digitale però, c’è un modo molto semplice e immeditato di capire come è stata fatta una fotografia. Questo metodo si basa sulla comprensione e lettura dei dati nascosti che vengono salvati dalle fotocamere digitali all’interno dei singoli file.

Questi dati vengono chiamati EXIF (Exchangeable Image File Format) e racchiudono numerose informazioni relative ai settaggi che sono stati usati al momento dello scatto. Tutti i moderni sistemi operativi e la maggioranza dei siti online di archivio e condivisione fotografica permettono di accedere a questi dati, facilitando cosi il compito di “capire” uno scatto.

Su Flickr, ad esempio, se scegliete una qualsiasi foto vi ritroverete nella colonna di destra, dove ci sono le informazioni aggiuntive, la voce “More properties”. Cliccandoci sopra verrà presentata una lunga lista di informazioni, alcune molto facili da interpretare, altre praticamente oscure. Se non trovate il link per accedere ai dati EXIF è perchè probabilmente l’utente ha eliminato questi dati in fase di post-produzione, pratica comunemente usata da chi fa un uso eccessivo del fotoritocco ed ha qualcosa da nascondere. Ovviamente non è sempre vero, alcuni fotografi vogliono nascondere queste informazioni semplicemente perchè “gli dà fastidio” che vengano viste, ma personalmente preferisco osservare e dare credito a chi lascia in chiaro questi dati.

I dati EXIF sono raggruppabili in 3 macro aree:

  • dati relativi all fotocamera
  • dati relativi all’immagine
  • dati non catalogabili nelle precedenti aree

Nel primo gruppo vengono messe tutte quelle informazioni relative alla macchina fotografica usata (modello, nome, tipo di compressione usata, …), nel secondo gruppo vengono inseriti i dati che sono familiari alla maggioranza dei fotografi (focale dell’obbiettivo, diaframma, tempo di scatto, ISO, esposizione), mentre nell’ultimo gruppo vengono raccolti dati come le keywords, il tipo di lente usato, copyright e tutti gli altri tag personalizzati che vengono inseriti da software esterni.

Quello che rimane da fare a noi osservatori è, dunque, guardare come un fotografo abbia usato il diaframma per aumentare la profondità di campo (ad esempio) e con quale obbiettivo sia stato in grado di fare ciò, cercando poi di applicare questa piccola esperienza alla nostra macchina. Copiare questi dati tali e quali non servirà a nulla, in quanto le condizioni di luce non saranno mai identiche fra due scatti, per cui è tutta una questione di studio e applicazione. Una cosa che questi dati non dicono è se siano stati utilizzati dei filtri particolari davanti all’obbiettivo, per cui attenzione quando andiamo a leggere i valori relativi all’esposizione!

Gli EXIF più utili (e comuni) da osservare sono:

  • Camera: il modello di fotocamera utilizzata
  • Exposure: tempo di posa
  • Aperture: diaframma
  • Focal Length: lunghezza focale
  • ISO Speed: ISO
  • Exposure Bias: esposizione
  • Flash: se ha scattato e come
  • Metering Mode: tipo di esposizione (come spiegato nel precedente articolo “Esposizione: impariamo a conoscerla
  • White Balance: il bilanciamento del bianco

E se qualcuno avesse curiosità di approfondire l’argomento, ecco qui un documento ufficiale sui dati EXIF. Foto in testata di kanelstrand


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Un commento

  1. ho un problema per togliere la data a delle foto. spero di capirci qualcosa con il documento che segnalate.

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