Con la fotografia digitale molte cose ci sembrano più facili da realizzare, lo scatto per molti diventa un pretesto per poter fare tante foto brutte, per poi andare a casa e “sistemare” quelle riuscite meglio. Ritornare alle “origini” della fotografia, trovando un modo per riuscire ad avere un risultato ottimale sul luogo, senza alcuna manipolazione successiva, è sicuramente stata la vittoria del fotografo americano Daniel Gordon.
La sua serie Flying Pictures è un esempio calzante di progetto fotografico e performativo efficace e insolito, dove il soggetto, lo stesso Daniel, tende le braccia e le gambe verso il cielo, nell’atto di spiccare il volo.
Niente di quello che vedete è stato manipolato, il fotografo si è recato fisicamente nei luoghi, montando su un treppiede la sua macchina fotografica e facendosi aiutare da un’assistente per lo scatto finale. Grazie alla fotografia Daniel ha così messo in atto il sogno di molti di noi, quello di volare, anche se solo per un centesimo di secondo.
Andando a spulciare gli altri progetti fotografici, notiamo che la fotografia sembra per Daniel un “pretesto” per mettere in atto azioni, esperimenti e altri strane combinazioni che vedono diversi media coinvolti.
In modo specifico troviamo tanti particolari collage tridimensionali, dove il fotografo crea set dal sapore surreale, e i suoi soggetti sono dei veri e propri “manichini di carta” dalle sembianze umane che sembrano essere usciti da qualche tela dadaista.
Via | ignant

























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