Ha compiuto il suo ventunesimo anno di età quest’anno il più grande Festival Internazionale del fotogiornalismo.
Visa per l’Image si è svolto come sempre nella graziosa cittadina francese di Perpignan; per circa 2 settimane (quest’anno dal 29 agosto al 13 settembre) i visitatori hanno potuto ripercorrere con la mente e con i propri occhi alcuni degli eventi più importanti che hanno contraddistinto quest’ultimo anno, grazie alle foto di alcuni dei più grandi fotoreporter mondiali.
Erano più di trenta i reportages ad entrata libera presentati ed esposti nella città, accompagnati da diverse iniziative quali le serate di proiezioni all’aria aperta inerenti i più importanti avvenimenti del 2008/2009, con protagonisti assoluti la Repubblica Democratica del Congo, la Striscia di Gaza, la Georgia, lo Zimbawe, il Madagascar.
Tutto questo perchè, traducendo proprio le parole di Jean-François Leroy (il direttore di Visa pour l’Image) “ [...] il fotogiornalismo sta morendo, il fotogiornalismo è morto“. La crisi che sta attraversando il mondo dell’editoria si è inevitabilmente riflessa tra i fotoreporter più giovani ma pur sempre talentuosi, resi precari dalle scelte e dalle strategie dell’industria editoriale. Ma questo è un tipo di fotografia che proprio non deve morire; è una delle poche realtà che sono rimaste nel mondo dell’informazione di impegno civile per denunciare, riportare, interpretare. Sono persone che rischiano la loro stessa vita per proporci uno scatto di situazioni lontane anni luce da noi e dal nostro mondo, dalle nostre giornate che iniziano con il caffè e con la marmellata.
Tra le esibizioni mi permetto di segnalare in primis quella di World Press Photo. Aggiungo quella di Callie Shell, la fotoreporter del Time che ha seguito per gli ultimi tre anni il Presidente Barack Obama e quella sul Pakistan di Massimo Berruti, l’italiano che quest’anno si è aggiudicato il Premio di Giovane Reporter di Perpignan (già vincitore nel 2006 del prestigioso premio Yann Geffroy e nel 2007 del World Press Photo).
Potete vedere la lista completa delle esposizioni che erano presenti e dedicare dieci minuti a questi scatti davvero significativi. Si tratta di fotografie che nonostante la loro diversità di soggetti e luoghi hanno in comune una grande dote: parlano, emozionano, commuovono, fanno riflettere.
Perché i giornali possono anche esser sempre più al servizio della cronaca rosa, ma questo non significa che il fotogiornalismo sia morto, anzi… Significa che il talento, troppo spesso, non trova spazio; e allora lasciamoglielo completamente almeno in questi eventi, dove finalmente non si vedono né Brad Pitt né Angelina Jolie.
Main foto credits Massimo Berruti
Foto credits via | Parismatch





















![il tocco [-]](http://fourlights.it/wp-content/cache/4697941978_c34600ebef_s.jpg)






Cara Naomi,
il blog mi sembra ben fatto ma ancora una volta non si ha il coraggio di fare delle scelte che non siano basate su i soliti stereotipi nazional popolari come ad esempio, non vorrei sbagliarmi, il volto gettonato di Oliviero Toscani sic!
Spero che tu riesca a far crescere il blog (arte e fotografia) in senso contrario a quello che già si vede in forma di reportage.
Comunque, complimenti per l’iniziativa che sarà senz’altro ugualmente utile a tante persone.
Un caro abbraccio
Mario
Sono felice che sia riuscito a fare un giro in questo portale, che speriamo possa crescere sempre di più. Questo spazio è nato per cercare di parlare di fotografia inscrivendola nei quattro temi a lato, Toscani è ovviamente parte del settore comunicazione, evitando così troppi “luoghi comuni” facilmente equivoacbili se inserito in altre sezioni del sito. Io personalmente mi occupo della sezione Arte dove cercherò con forza e costanza di far conoscere nuovi talenti, e cercando quindi di elevare al meglio quel lato della fotografia che di solito rimane “in disparte” e tristemente “di nicchia”. Abbiamo intenzione di portare avanti il progetto con entusiasmo, e sicuramente la tua visita ci riempie di felicità. Speriamo che questo spazio possa diventare un punto di riferimento per molte persone che vogliono conoscere il mondo della fotografia sotto vari aspetti, e che la categoria più legata all’arte possa uscirne fuori vincitirice, almeno è una speranza! Ancora grazie della visita, un abbraccio.
Naomi
Gentile Sig. Cresci,
grazie per l’opinione!
Ho scritto quell’articolo su Oliviero Toscani con un intento ben lontano dal voler celebrare o meno la sua fotografia; lo scopo era quello di rendere partecipi i lettori di quel che in me ha suscitato e ha lasciato la sua conferenza a Udine, basata sui contrasti comunicativi che sono possibili grazie e per mezzo della fotografia.
Mi sono chiesta quanto sia legittimo spingersi nella fotografia di denuncia sociale se quest’ultima viene poi anche utilizzata per vendere un prodotto. La comunicazione pubblicitaria si serve della fotografia, ma la fotografia non deve esser a servizio della prima, a mio avviso.
Grazie ancora del suo intervento, alla prossima.
Silvia