Attrezzatura e tecnica sono solo l'inizio. È il fotografo che conta più di tutto. John Hedgecoe
Help-Portrait: dona una fotografia il 12.12.2009

Il 12 dicembre 2009 si terrà in tutto il mondo l’Help-Portrait day, una giornata dedicata alla fotografia delle persone più bisognose: i senzatetto, i malati in ospedale, le ragazze madri, gli orfani, gli anziani. Ventiquattro ore per immortalare gli invisibili, chi vive ogni giorno della propria vita nell’indifferenza altrui.

Il sistema per partecipare è molto semplice: decidiamo quali saranno i nostri soggetti (contattando una onlus, un ospedale, una casa di riposo); scattiamo dei ritratti; stampiamo le foto; regaliamo le stampe alle persone ritratte. È molto importante dedicare i momenti insieme passati alle persone per ascoltarle, confortarle, rallegrarle, facendole sentire meno sole.

Il movimento Help-Portrait si estende su tutto il pianeta ed al momento conta quasi 600 gruppi dislocati in numerose nazioni. In Italia ne esistono in quattro città: Milano, Roma, Napoli, Palermo. Chi ha intenzione di partecipare può aggregarsi ai gruppi esistenti, oppure crearne uno e cercare altri volontari in zona. Non è necessario essere fotografi professionisti, e possiamo coinvolgere anche amici non fotografi, per fare da truccatori/truccatrici, assistenti all’allestimento del set, o semplicemente persone per mettere ad agio i nostri soggetti.

Per un giorno svestiamo i panni del fotografo alla ricerca di foto che possano estendere il proprio portfolio, smettiamo di fotografare per soddisfare un desiderio egoistico e narcisistico, e doniamo momenti di gioia immortalati in scatti fotografici.

Qualcuno potrebbe pensare che le persone in difficoltà non se ne fanno nulla di una fotografia, ma a questa critica ha dato una bella risposta il fotografo Jeremy Cowart, il creatore del movimento Help-Portrait. In sostanza afferma che chi passa la maggior parte della vita nell’invisibilità, prova un’immensa gioia nell’essere il protagonista, magari per la prima volta, di una fotografia.

Chi non credesse solo alle parole, può vedere questo video dove è stata fatta una prova per il progetto. Ovviamente, mentre ci troviamo lì, possiamo anche approfittarne per donare un pasto, una coperta, o qualsiasi altro aiuto concreto se desideriamo.

In definitiva si tratta di un’ottima occasione per spogliare la fotografia di ogni tecnicismo e complessità, e di farle assumere un significato più puro e semplice: un mezzo per ricordare dei bei momenti passati insieme. Chiunque si trovasse a partecipare ci faccia sapere, magari con un bel resoconto della giornata.

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