Ispirazione, arte, comunicazione, tecnica, tutorial e molto altro sulla fotografia

Il mezzo fotografico contro l’idea fotografica

  
Il mezzo fotografico contro l’idea fotografica

Quanto serve dotarsi di un buon (e costoso) obiettivo? Sicuramente aiuta la qualità delle nostre immagini e spesso è molto più luminoso di quello che abbiamo ricevuto in dotazione o di quello “low cost” che abbiamo acquistato in seguito. Ma ci farà davvero anche essere dei fotografi migliori?

Lo spunto mi è venuto ieri sera, tornando da Trieste dopo aver assisitito alla famosa Barcolana, un evento nautico di primaria importanza per il Friuli Venezia Giulia.

Circondato da amatori e professionisti con obiettivi a lunga gittata ( 500mm fissi, 70-200, etc…), mi son subito detto: stasera su Flickr ci saranno parecchie foto interessanti!

Ho ragionato un poco su come si potessero fotografare le barche ed il “mood” della gara, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: la giornata è magnifica, il sole è fortissimo, i bassi ISO mi permetteranno di sicuro dei tempi veloci e foto per nulla mosse! In queste condizioni conviene infatti sfruttare una velocità di scatto elevata, raggiungendo dei tempi intorno a 1/3000 (per chi avesse una compatta senza questa posssibilità di scelta, la funzione sport della fotocamera sarà una cosa non dico vicina, ma simile). Il diaframma acquista un’importanza minore, permettendo di concentrare l’attenzione su altri dettagli.

Una cosa importante è sicuramente mantenere l’orizzonte dritto, però l’idea di provare a sfruttare la piega di una barca ed inclinare maggiormente l’inquadratura non mi è parsa una cosa tanto brutta. Purtroppo non conoscendo le regole e le modalità di svolgimento della regata (cosa essenziale per ricavare il massimo da una sessione fotografica), mi trovo un posto sulla banchina che mi pare decente e provo qualche scatto. Il tempo che si ha a disposizione quando entra la vincitrice in porto è pochissimo: la barca fila veloce e la gente si ammassa, ecco perché è importante usare la funzione “scatto continuo”, almeno per aver la certezza di uno scatto pulito su 4 o 5.

Tecnicamente quindi fotografare un evento simile non è difficile, è solo una questione di sfruttare il momento giusto ed avere una buona posizione. Il risultato finale mi lascia soddisfatto, e sono pronto a paragonarmi agli altri fotografi della giornata.

Sorpresa delle sorprese: la ricerca su Flickr produce una quantità industriale di foto tutte uguali: la barca in primo piano ed un po’ di sfocato dietro. Sfogliando le pagine mi rendo conto di come tutta quell’attrezzatura costosa non sia stata sfruttata a dovere, di come la banalità aleggi pesantemente nell’aria.

Vorrei per cui ricordare una cosa: prima di scattare, abbiamo qualcosa da raccontare? O siamo dei semplici giornalisti che per dovere di cronaca devono fotografare le barche e gli sponsor annessi?

E ora ritorno alla domanda iniziale: può il mezzo renderci migliori?
Qui sotto trovate una galleria delle mie foto scattate all’evento, senza alcuna pretesa, ma con la soddisfazione di aver provato qualcosa di diverso. Voi che ne pensate?


Tags: , , ,

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

11 Commenti

  1. ciau,
    secondo me non è il mezzo, che ci rende artisti, ma la nostra capacità di cogliere un attimo. Di saper racchiudere in uno scatto qualcosa che parla da se, senza bisogno di spiegazioni.
    Discorso un pò complesso comunque complimenti per le foto…sono fantastiche.

    Rita

  2. si, è molto più difficile spiegarlo che capirlo!

  3. il tuo è chiarissimo, spero che il mio non sia troppo confuso

  4. tranquilla rita, sei stata chiara anche tu! capita spesso di vedere foto scattate con costosissimi obiettivi ma che mancano di “occhio”, di originalità,di emozioni… e a volte sono proprio questi i dettagli che fanno parlare una foto e la fanno andare oltre la mera tecnica fotografica.

  5. Perché ‘mezzo vs idea’? Non sarei categorico. Ho 48 anni e ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia da ragazzino, quando con mio fratello si iniziava ad armeggiare intorno ad una Voigtländer a soffietto del nonno, a cercare di capire il significato della luce che si imprime sulla pellicola, a comprendere il significato della prodondità di campo; poi a sviluppare il negativo e a stamparlo a contatto.
    Sono un architetto e non posso non essere d’accordo sul valore della creatività e dell’intuizione come strumenti concettuali necessari per una lettura personale della realtà (o del sogno…).
    Ma sostengo che si debba anche conoscere a fondo la tecnica e le regole, e che il mezzo adatto consenta una migliore ‘traduzione’ intelliggibile dell’idea.
    Insomma, senza sensibilità, preparazione e cultura non si va da nessuna parte, ma sono convinto che la fedele Leica sia stata una utile compagna di viaggio anche per Robert Capa…
    Saluti a tutti

  6. concordo pienamente sul fatto della “traduzione intelligibile” dell’idea: per ottenere un ottimo risultato ci dev’essere uno studio dietro, non può essere di certo casuale.

    con il mio post volevo provare a porre l’attenzione sul pensare prima di scattare, di ragionare sia sul mezzo che abbiamo sia sulle possibilità che esso ci offre. troppe volte noto/sento/vedo giovani e vecchi fotografi porre l’attenzione sul mezzo: prima di lui viene certamente altro!

    grazie per il commento, spero di leggerti anche in post futuri!

  7. E’ abbastanza tipico dell’era postmoderna (sfioro qui un tema di grande complessità, sintetizzando all’estremo, e forse rischiando di banalizzare ) la diffusione di massa di attività e discipline che dovrebbero essere supportate prima di tutto dallo studio e dalla ricerca paziente.
    La comunicazione globale e l’accesso ‘agevole’ a strumenti che in passato, un passato neanche poi così lontano, erano riservati a chi necessariamente e consapevolmente doveva addentrarsi in campi specialistici che richiedevano preparazione e dedizione, quindi anche fatica, oggi legittimano tutti a sentirsi in grado di fare tutto, subito; basta pagare.
    E in tale condizione sociale dilaga il feticismo da bar: è un po’ quello che si può notare nel cicloturismo, dove eserciti di fanatici domenicali cavalcano costosissime biciclette all’avanguardia (che neanche i ciclisti professionisti posseggono…) per chiacchierare accoppiati bloccando la circolazione sulle strade fuori città…
    Lo stesso succede nella fotografia, in cui tutto spesso si risolve consumando il sabato pomeriggio nel negozio dell’amico a dibattere sull’ultimo modello di fotocamera apparso sulla rivista, ignorando però cos’è un otturatore e a cosa serve il diaframma. E il digitale ha favorito non poco questo stato di cose.
    Del resto ormai tutti possono saper fare tutto, basta recarsi in edicola e comprare il Sapere in ‘dieci lezioni’ a dispense settimanali (col primo numero una chiavetta usb in regalo…).

    A presto

  8. è vero Paolo, il tuo commento è più che esaustivo e spiega proprio lo stato attuale del fenomeno fotografico e anche di molti altri.
    Meno male però che la comunicazione globale ha reso più accessibile a tutti ciò che una volta era per lo più proibitivo per la maggior parte della massa; in fondo la cultura non può che far bene quando è “usata” sapientemente :)
    Torna presto a trovarci!

  9. grazie ragazzi dell’accoglienza; compatibilmente col tempo che ho a disposizione sarò ben lieto di frequentare questo vostro luogo.
    Intanto vi invito a farvi qualche ‘passeggiata’ nel blog che tengo insieme a Pia (che tra l’altro mi ha permesso di conoscervi, e l’amico Ben (il sito si chiama Makitevole e io mi presento come Vlad: http://makitevole.blogspot.com/).
    A presto

  10. pienamente d’accordo… l’originalità, l’arte e le idee son cose che per fortuna non si possono comprare :)

    Ho scoperto quasi per caso il vostro sito attraverso il test su facebook.
    Lo trovo molto interessante, è bello il vostro uscire dagli schemi… sicuramente continuerò a leggervi!
    Ciao

  11. grazie :-)
    cerchiamo di proporre un po’ di freschezza…e speriamo di dare informazioni/consigli/idee utili a chiunque.

    aspetto i tuoi commenti negli articolo futuri!

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>