La simbiosi corporea di Ruben Brulat
Al fotografo parigino Ruben Brulat non basta scattare una bella foto di paesaggio per sentirsi in sintonia con quello che vede e ammira, ma deve letteralmente “tuffarsi” in quel luogo, viverlo e assaporarlo in maniera completa.
Diversi suoi progetti personali vedono il suo corpo essere parte integrante dei paesaggi sconfinati che gli si prospettano davanti, rappresentando un piccolo “puntino” in mezzo a luoghi naturali mozzafiato. Ruben si muove su una linea estetica che confina tra le foto paesaggistiche e il ritratto performativo, in un limbo pieno di misteri e di fascino.
Per il lavoro intitolato “Primates” afferma di aver voluto rappresentare, attraverso il suo corpo nudo disteso a terra, la vulnerabilità dell’uomo di fronte alla natura, la sua piccolezza, ma al tempo stesso anche la sua simbiosi e la volontà di esserne parte.
La natura è rappresentata dal fotografo in modo imponente, maestoso, dove l’umanità viene rappresentata solo da un corpo inerme, il quale si abbandona alla natura con rispetto, ma anche con timore.
Il progetto “Immaculate” è molto simile nella resa estetica al precedente, ma questa volta il fotografo posa in luoghi anonimi del quartiere La Défense di Parigi.
Anche in questo caso il suo corpo interviene per cercare un contatto, una simbiosi necessaria per far sì che anche questi luoghi, quotidianamente frequentati da Ruben, possano in qualche modo restituirgli un feedback, cercando di ottenerlo in modo del tutto personale.
La nostra galleria ospita entrambe i progetti di cui vi abbiamo parlato, vi consiglio di guardare tutti i dettagli di ogni scatto in full screen, non ve ne pentirete.
Via | booooooom
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