Landscapes for the People, il paesaggio “psicologico”
La fotografia, si sa, è un solo un mezzo, ma il modo di interpretare questo o quello stile, tema o soggetto che sia, può trasformare e stravolgere il senso di quello che vediamo e percepiamo attorno a noi. Il fotografo Mark Lyon è riuscito a concettualizzare ambienti che apparentemente potrebbero avere solo un alto e riconosciuto valore kitsch, ma che nella sua serie Landscapes for the People hanno acquisito un valore aggiunto insospettabile.
Il progetto fotografico in questione tratta di una serie di scatti di interni, luoghi come studi e ambulatori, zone di passaggio che nulla hanno a che spartire con la casa e quel senso di “accoglienza” e desiderabilità a cui siamo abituati.
Le immagini rivelano murales di paesaggi naturali sconfinati, i quali sono stati appositamente inseriti per rendere questo o quel luogo più “rilassante” e accogliente. Così una sala odontoiatrica, una lavanderia o un aeroporto hanno la pretesa di volerci sembrare più familiari attraverso una curiosa “pressione” psicologica.
Landscapes for the People è una visione artificiosa e astratta di una natura che non esiste in quel luogo, ma che vuole essere presente in qualche modo per farci sentire più a nostro agio.
Il risultato potrebbe essere l’esatto contrario di quello che vorrebbero suggerire queste “zone asettiche”, con il rischio di pensare a quel luogo come sinonimo di sofferenza, interminabile attesa o semplicemente come un posto che non ci appartiene.
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