Dopo la vicenda della pubblicità Benetton di Toscani contro la pena di morte, stavolta a finire nel mirino è stata Bisazza, un’Azienda di Vicenza produttrice di mosaici. A pronunciare la “sentenza” negativa troviamo sulla sedia del giudice niente meno che l’Advertising Standards Authority di Londra, che con questa “bocciatura” ha innalzato un enorme stupore tra gli addetti ai lavori, dopo che la pubblicità è stata bandita ufficialmente in tutto il Regno Unito.
Il fotografo in questione, il giapponese Araki Nobuyoshi (versione inglese del sito se non siete abili con il giapponese), ha ritratto una geisha sdraiata sui mosaici dell’Azienda vicentina, avvolta e legata da una corda. L’Authority però ha decretato che “[...] l’immagine suggerisce che un qualche tipo di violenza sessuale è avvenuta o sta per avvenire [...] la geisha è mostrata in una posa sottomessa, visibilmente turbata e con il kimono alzato per svelare la coscia [...] inoltre è legata da una corda seguendo una disciplina del bondage giapponese chiamata kinbaku“.
A poco è servita la difesa della Famiglia Bisazza, che ha sottolineato l’estro artistico e creativo degli scatti del maestro Araki e ha evidenziato come la Gran Bretagna sia la prima ad avanzare delle simili accuse nei confronti della campagna pubblicitaria 2009. “Come di consueto in tutti gli scatti di Araki, anche qui protagonista è una donna orientale spesso legata secondo l’antico rito del bondage, il cui sguardo suscita una tale forza evocativa da coinvolgere l’osservatore in una riflessione emozionale“, queste le parole di Rossella Bisazza, direttore della comunicazione dell’Azienda.
Araki si sa, è un fotografo provocatore ma proprio per questo è ricercato e voluto, e credo sia proprio questo il motivo per cui Bisazza lo ha scelto: due persone che credono nell’avanguardia artistica come espressione di una filosofia aziendale o di un credo per la sua passione. Se volete dare un’occhiata ai suoi lavori capirete che di certo l’Azienda non poteva averlo scelto pensando di fotografare dei fiorellini adagiati sui loro mosaici, perchè Araki è l’emblema di questo particolare tipo di fotografia, denominata anche “visual poetry”, poesia visiva. Voi che ne dite?
Personalmente credo che in Inghilterra, ci siano tante altre pubblicità molto più “scandalose” di queste foto; che siano stati un pò invidiosi dei mosaici made in Italy?
Foto Credit: Nobuyoshi Araki for Bisazza




























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