Ancora una volta torniamo a parlare di fotografia in modo trasversale, attraverso l’arte performativa di un giovane e talentuoso artista inglese. In passato abbiamo già parlato di una coppia e successivamente di un’intera famiglia che sfruttano la fotografia come mezzo di documentazione per le loro performance, dove vediamo che lo strumento fotografico è fondamentale per rendere le loro azioni significative.
Anche in questo caso abbiamo un utilizzo meditato del mezzo fotografico, attraverso l’opera artistica del londinese Raven Smith. Questo giovane artista ci mostra le sue azioni pregne di paradossi e di un sottile humor che coronano ogni sua performance, le quali vengono attuate in strada, in luoghi pubblici.
Le sue azioni assurde e inspiegabili riescono però ad essere contestualizzate e diventano significative proprio grazie alla fotografia, la quale non solo documenta, ma arricchisce e valorizza ogni suo gesto bizzarro.
L’artista sfrutta il suo corpo come un oggetto senza vita in certe azioni, in un addobbo in altre, mentre in altre ancora vediamo Raven agire, baciando amabilmente le statue che trova in giro per la città, oppure diventando esso stesso una fiera statua che scruta e osserva lo spazio attorno a lui.
Per ora abbiamo la possibilità di vedere alcune sue immagini attraverso il blog personale dell’artista, mi auguro che in futuro riuscirà ad arricchire e collocare in uno sito personale i suoi progetti, che penso meritano davvero molto.
Via | it’s nice that





















![il tocco [-]](http://fourlights.it/wp-content/cache/4697941978_c34600ebef_s.jpg)






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