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Memorie digitali: cosa ci attende

  
Memorie digitali: cosa ci attende

Le schede di memoria sono spesso sottovalutate nel mondo della fotografia digitale, ma meriterebbero maggiore attenzione a causa della loro fondamentale importanza nel custodire le nostre preziose fotografie.

I fattori chiave nel mercato delle schede di memoria sono due: velocità ed affidabilità. Il primo è particolarmente sentito da chi si ritrova spesso a fotografare eventi sportivi, cerimonie ed altre circostanze in cui non si può sbagliare e bisogna portare a casa un certo numero di scatti ben riusciti.

Le fotocamere digitali dispongono di un buffer per lo scatto continuo che, una volta riempito, fa fermare la macchina fin quando non si è svuotato in seguito al salvataggio sulla scheda di memoria. Per questo motivo è necessario un supporto che abbia una velocità di scrittura adeguata in modo da non rallentare la sequenza degli scatti.

Inoltre, qui alcuni storceranno il naso (ma si tratta di un percorso inevitabile), tutte le nuove reflex digitali possono anche registrare video in alta risoluzione, ed anche in questo caso la velocità della scheda di memoria diventa importante.

Le compact flash (CF) già da tempo hanno raggiunto risultati considerevoli, con velocità di punta che sfiorano i 100MB/s (600x) nei modelli più costosi. Le secure digital (SD), invece, stanno iniziando la loro scalata verso prestazioni maggiori solo di recente, infatti è di poche settimane fa l’annuncio di future SDXC e SDHC con il bus UHS (indicato dalla lettera I stampata sulla scheda di memoria) che permetterà di raggiungere i 104MB/s teorici.

Va sottolineato che si parla sempre di dati teorici, e che oltre ad un supporto veloce è necessaria anche una fotocamera digitale che riesca a sfruttare al massimo la velocità della scheda di memoria. Su questo argomento, vi anticipiamo che un approfondimento sui consigli per l’acquisto di supporti digitali verrà pubblicato prossimamente.

Per quanto riguarda il versante dell’affidabilità e della sicurezza, SanDisk ha annunciato di aver iniziato a distribuire le proprie SD WORM alla polizia giapponese. L’acronimo WORM sta per Write Once Read Many, ovvero è possibile scrivere una sola volta sulla scheda di memoria, la quale poi permette solo di leggere i dati senza più modificarli. Inoltre l’azienda promette una durata del supporto fino a 100 anni, un tempo più che sufficiente per la maggior parte delle applicazioni immaginabili.

Alcuni si chiederanno perché parlare di questo tipo di SD, al momento dedicato alla scienza forense, in un blog di fotografia. La lettura di questa notizia in realtà ha creato uno spunto interessante per quanto riguarda l’attribuzione della paternità delle proprie opere. Questo problema ha da sempre afflitto la fotografia digitale, poiché con la scomparsa del negativo è divenuto più difficile risalire con assoluta certezza all’autore dello scatto.

Una soluzione più o meno accettabile consiste nel masterizzare su CD o DVD non riscrivibili i file RAW che si intende proteggere da possibili plagi, ma i supporti ottici soffrono parecchio il degrado con il passare degli anni, e non sono assolutamente paragonabili alla durata di un negativo. Qualora queste schede SD WORM dovessero entrare anche nel mercato consumer a prezzi abbordabili, la loro utilità per questo scopo sarebbe indubbia. Voi cosa ne pensate di questa prospettiva? Inoltre, voi che tipo di memoria usate e come la scegliete?

Foto in testata di S Migol


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2 Commenti

  1. io sd 16G della sandisk. ma non la extreme III soilo la II. mi trovo bene, ma non oso pensare cosa mi succederebbe se mi si dovesse rompere…

    per l’ultima trovata sandisk… dipende dal prezzo… considerato la differenza di presto con i dvd

  2. io personalmente ho due compact flash extreme IV (una da 4 e una da 2gb). le alterno dopo ogni sessione fotografica, sono un po ossessionato dal fatto che una si possa rompere :)

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