Ne vale la… Pen?
Inizia con una interessante recensione il primo articolo del nostro autore Fred, che dopo esser stato nostro fotografo del mese quasi 1 anno fa ha ora accettato di collaborare con noi nella stesura di alcuni articoli di recensione di macchine fotografiche. Oggi parliamo della Olympus Pen E-PL2, top di gamma della serie PEN, che dalla stessa Olympus viene classificata come ‘non compatta’ e ‘non reflex’. Ma allora, cos’è…? E’ una compatta, ma è anche un po’ reflex.
Anello di congiunzione fra i due mondi, unisce il peso e la maneggevolezza di una fotocamera tascabile di ultima generazione con la possibilità di accedere ad un parco ottiche intercambiabili che la rendono estremamente versatile.
I numeri, quindi, ci sono tutti! Anche il sensore Hi-Speed Live MOS, erede del formato 4:3 nato in casa Olympus, è denominato “micro”, rispetto allo standard presente nelle reflex, solo per le dimensioni studiate apposta per consentirne l’inserimento in una compatta. Abbiamo testato in anteprima per voi lettori di Fourlights la Pen con un’ottica “tuttofare”, un 14-150mm 1:4.0-5.6, che corrisponde ad un 28-300mm nel pieno formato, grazie al fattore 2x di moltiplicazione del sensore “micro”.
La macchina si impugna abbastanza bene, la presenza di un obiettivo così “importante” si fa sentire, ma la sua lunghezza gioca in questo caso a nostro favore, consentendoci una salda presa a due mani e aumentando la sensazione di solidità costruttiva dell’insieme corpo-obiettivo. Il display è un LCD da 3” che ha anche funzione di mirino (con visuale del 100%) e mostra tutte le informazioni necessarie allo scatto (esposizione, messa a fuoco, FaceDetection, etc).
Le modalità di scatto a disposizione sono molteplici, replicando quelle disponibili su una buona reflex, permettendo di scegliere da uno scatto completamente assistito (con diversi programmi) ad uno completamente manuale con un ingegnoso sistema di messa a fuoco digitale direttamente nel mirino, a tutto vantaggio dell’immediatezza d’uso, ma anche dell’interpretazione. Ci si può anche divertire a sperimentare nuove visioni con l’utilizzo degli ArtFilter e degli ArtEffects.
E’possibile salvare le immagini prodotte dal sensore da 12,3 Megapixel nel classico formato Jpeg, oppure per i più esigenti, nel formato Raw. Altre caratteristiche che la rendono estremamente facile da usare e con bassa percentuale di errore sono le funzioni di Shadow Adjustement e di Face Detection. La qualità delle immagini scattate a ISO basse (200) è davvero molto buona, bilanciata ed incisa. Quando invece ci si muove su ISO più elevati (da 800 in su) si inizia a perdere in contrasto e a vedere un crescente rumore di fondo. E’ presente la possibilità di registrare video in formato HD, che però per limiti sulla lunghezza della ripresa e dimensione del file non è sicuramente un punto di forza.
Ne vale la Pen…? Estremamente versatile, ben costruita, con la possibilità di accedere ad un parco ottiche intercambiabili (la stessa Zeiss ha aderito di recente al gruppo che porta avanti lo standard micro 4:3) e di gestire in pieno automatismo o manualmente ogni parametro della ripresa, la Olympus Pen E-PL2 è la risposta a chi vuole una fotocamera compatta e immediatamente utilizzabile, ma che non precluda il fascino della ricerca e dello scatto “pensato”.
Per il test della macchina si ringrazia Scandolara Alberto Foto Ottica, Via Don Giacomo Trevisani 32, Verona – tel: 045 8902700.
Foto in testata (ovviamente fatta con Olympus Pen E-PL2) di adamjackson1984
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